Negli anni novanta nel territorio provinciale si sono verificati episodi di cronaca legati al maltrattamento di genere sfociati anche in delitti, a testimonianza del fatto che la conflittualità è presente all'interno delle famiglie e va considerata e affrontata in modo integrato dalle istituzioni e dai servizi.
Nel territorio della provincia di Gorizia operano da diversi anni in maniera sistematica e consolidata alcune associazioni femminili di volontariato con il comune obiettivo di realizzare azioni ed interventi a sostegno della condizione femminile per prevenire e contrastare il maltrattamento e la violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica nei confronti di donne e minori.
Le associazioni di volontariato ONLUS SOS Rosa per l'Ambito Alto Isontino e dadonnaaDONNA per l'Ambito Basso Isontino hanno attivato negli anni, in collaborazione con la Provincia e altri servizi della rete del territorio, diverse iniziative di promozione dei diritti delle donne e della lotta al maltrattamento e alla violenza di genere, nonché specifici interventi quali l'istituzione dei centri antiviolenza con il servizio di ascolto telefonico, accoglienza personale, accompagnamento e consulenza psicologica e legale.
Con tali associazioni la Provincia di Gorizia ha sottoscritto un Protocollo d'intesa, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 198 di data 02.12.2003, che coinvolge altri soggetti pubblici quali gli Ambiti per i Servizi Sociali dei Comuni Alto e Basso Isontino e l'Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 “Isontina”.
Il Protocollo regolamenta gli interventi in sintonia con la L.R. 17/00 che prevede, tra le proprie finalità, quella della promozione delle politiche di rete, nonché il relativo consolidamento attraverso l'attuazione di interventi e azioni integrate allo scopo di offrire articolate tipologie di risposte a donne che si trovino in difficoltà per aver subito maltrattamento o violenza. Tale Protocollo è attualmente in fase di rinnovo e ampliamento alle Forze dell'Ordine (Prefettura, Questura e Comando provinciale dei Carabinieri) e all'Ater Gorizia.
Il lavoro di approfondimento compiuto dai partecipanti al Protocollo d'intesa ha portato alla formulazione di una specifica proposta progettuale per la realizzazione di numerose azioni, tra cui un servizio in risposta al bisogno di accoglienza e residenzialità temporanea d'emergenza delle donne.
Il progetto di accoglienza e residenzialità si connota come un servizio concreto a valenza provinciale sotto il profilo territoriale per un periodo di ospitalità temporalmente determinato, non superiore a sei mesi, rinnovabile una sola volta. Il servizio ha l'obiettivo di contribuire alla tutela e alla sicurezza fisica della donna ed evitare il ripetersi o l'aggravarsi di situazioni di maltrattamento.
La permanenza della donna nell'alloggio è finalizzata ad elaborare le violenze vissute, acquisire o consolidare le risorse necessarie per costruire un percorso personale che la conduca verso una progressiva autonomia.
Grazie al coinvolgimento dell'Ater Gorizia, che ha messo a disposizione tre alloggi di ERP per tale progetto, si è giunti alla stesura di un accordo di collaborazione tra i servizi pubblici e privati coinvolti, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 165 di data 09.11.2007, che ha consentito l'effettiva attivazione del servizio di residenzialità temporanea d'emergenza.
Nell'ambito dell'Accordo, e in coerenza con il ruolo esercitato nelle iniziative contro la violenza ed il maltrattamento femminile messe in atto negli ultimi anni, la Provincia di Gorizia assume funzioni di raccordo tra i soggetti pubblici e privati coinvolti, come pure di coordinamento generale del servizio, anche attraverso la presentazione di richieste di finanziamento in nome e per conto dei firmatari dell'Accordo stesso.